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R is for roulette abcs of death

R is for roulette abcs of death

D is for Dogfight. Marcel Sarmiento, che qualcuno ricorderà per Deadgirl , mostra un certo talento nel confezionare una specie di lunga clip sullo scontro fra uomo e natura. E is for Exterminate. Come a dire, a ognuno il suo mestiere. Non si salva nulla. F is for Fart. G is for Gravity. POV di un surfista che affoga. Forse insieme al corto di Ti West il peggiore di tutti. Divertente e scorrevole. Un ufficiale inglese con le sembianze di un bull-dog e una donna-volpe nella parte di una spogliarellista nazista si affrontano in piena Seconda Guerra Mondiale. Finale cruento e gustoso. Colorato e ben congegnato. I is for Ingrown.

O perlomeno questo voleva essere nelle intenzioni. In un lurido cesso si compie un efferato omicidio e la vittima filosofeggia sul senso della vita in forma di voce fuori campo. Potenzialmente una buona idea, sviluppata malino, che lascia un senso di pancia vuota dopo un pasto costoso. Peccato, il suo We are what we are, esordio di due anni fa , è un ottimo film. Le aspettative erano alte. Il maestro Yuday Yamaguchi gioca con le sue tradizioni alleggerendo con dosi massicce di autoironia la tematica del destino ineluttabile.

Cifra autoriale in pillole.. K is for Klutz. Un corto di merda che parla di merda. Fra i peggiori. L is for Libido. Qui Tjahianto agisce da solo e genera un perverso gioiellino di sette minuti, Torture estremo e coerente, capace di una architettura solida e potenzialmente estendibile al medio-lungo metraggio. Sembra una scena di Hostel girata e prestata al cinema asiatico e si sente una potenza, una nausea, tipica dei no limits del far east. Il cadavere viene sgomberato e arriva un nuovo concorrente. M is for Miscarriage. Ti West è uno scostante ma capace di ottimi colpi. Qui rappresenta la grande America e poteva far migliore figura da porta bandiera. Inqualificabile e imperdonabile atto di supponenza.

N is for Nuptials. Altra star, miglior risultato. Qui mette il suo talento al servizio di una storia leggera ma ben sviluppata che ben si inserisce come sorbetto di metà scorpacciata. Visioni ricercate e sinuose, sonoro potente ed effetti da clip art non bastano a salvare un lavoro autoreferenziale e poco consistente. Il Bruno nazionale fallisce la prova medaglia per il nostro paese. P is for Pressure. Storia di una puttana di mestiere che sogna di regalare una bicicletta alla figlia.

Pugno allo stomaco. Si confrontano su come sviluppare una specie di snuff con protagonista una papera e finiscono per farsi fuori a vicenda. Pillola metacinematografica carina ma nulla più. R is for Removed. Il ragazzo è talentuoso, lo sappiamo, ma anche stavolta è inconcludente, ridondante, monco. Anche qui la tematica del media perverso viene ripresa e riprodotta come architrave di una spirale di estremizzazione ansiogena. Più un lungo breve che un corto lungo, forse necessitava maggiore spazio, in questa forma è assolutamente sacrificato e incompiuto. S is for Speed. Quasi un lavoro di Rodriguez per scenario e montaggio. Non male. T is for Toilet. Vincitore del concorso interno proposto dai produttori, è un lavoro in claymation di straordianaria bellezza.

Cinico, brillante, violentissimo. Uno dei lavori migliori fra i ventisei. U is for Unearthed. Ben Wheatley, altro inglese di razza, regala un POV vampiresco di ottima fattura. La prospettiva antagonista è una scelta geniale degna del miglior Carpenter. Storia sul senso della vita e della maternità, costoso ma nel complesso efficace. W is for WTF! Jon Schnepp è un promettente director e designatore specialista in horror animation. Evidentemente il giovane americano con il corto ci da dentro di brutto e qui si mette a giocare fra surrealismo e parodia distruggendo logiche e catene concettuali classiche.

E con un finale da brivido. Sable sta per entrare nella squadra dei miei eroi preferiti. W is for Wish , di Steven Kostanski, è una genialata. Quante volte da bambini avete desiderato di far parte del mondo dei vostri giocattoli? Kostanski vi spiega come sarebbe se accadesse davvero. E ha forse la scena finale più potente e disturbante tra tutte. Concludo con una nota dolente: E pensare che aspettavo il loro segmento più di tutti gli altri. Per il resto, questo Abcs of Death ha una forza complessiva di gran lunga superiore rispetto al primo capitolo.

Sono non è tra i i registi che hanno partecipato a questa antologia. I giapponesi coinvolti sono solo due. Poi molti dei coinvolti mi intrippano da morire. Mi è piaciuto di più forse proprio perché amo molti dei registi coinvolti. Che cazzo, dobbiamo essere coerenti! Abbiamo mancato la prima, manchiamo pure la seconda, no? Anche se un Zuccon ce lo avrei visto bene…. La verità è che mi annoia la struttura a cortometraggi. E la verità ancora più vera è che mi annoiano i cortometraggi in generale. Anche perché se fare un cortometraggio è alla portata di un maggior numero di menti, fare un bel cortometraggio lo trovo decisamente più difficile che fare un bel film. Il corto è più complicato.

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Mi piace: Mi piace Caricamento Copyright Giordano Efrodini. Il Posto delle Onde. My Little Moray Eel. Il Blocco C. Sottoscrizione Email Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail. Segui assieme ad altri 1. I dream for a living.

R Is For Roulette Abcs Of Death –

Horror Corn: L'abecedario della morte di The ABCs of Death 2 R is for Roulette , dove per protagonista c'è una roulette russa, oppure lo. In questo, The Abcs of Death differisce in maniera anche profonda R is for Roulette, dell'austriaco Marvin Kren (lo abbiamo incrociato due. R is for Roulette di Marvin Kren: una roulette russa tra una donna e due uomini chiusi in uno scantinato, consapevoli che prima o poi qualcuno verrà portato via . The ABCs of Death 2 è un film horror del E' il sequel di The ABCs of Death del R is for Roulette (Roulette, diretto da Marvin Kren): Due uomini e una donna giocano alla roulette russa in una cantina di una casa, durante la partita. Further details may exist on the talk roulette. This article needs additional citations for verification. r is for roulette abcs of death. Please marvin improve this . The ABCs of Death si sviluppa seguendo i canoni della raccolta antologica, formula mutuata dai da affermati cineasti che da esordienti allo sbaraglio in una roulette impazzita dagli effetti imprevedibili. . R is for Removed. Trattasi di ABCs of Death, horror composto da 26 cortometraggi (di pochi . R is for Roulette: leggermente meglio del precedente, nonché uno.

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